Restano chiuse negli uffici.
Sale riunioni, corridoi, depositi. Fuori dall'azienda nessuno sa che esistono, nemmeno i musei.
Sale riunioni, corridoi, depositi. Fuori dall'azienda nessuno sa che esistono, nemmeno i musei.
L'inventario è un foglio Excel. Certificati e polizze sono nella cartella di qualcuno. Quando quel qualcuno cambia lavoro, si ricomincia.
Un museo chiede un'opera. Seguono settimane di messaggi e allegati, e alla fine nessuno sa chi ha deciso cosa.
CC Arte le cataloga, le rende pubbliche e le presta ai musei.
Carichi certificati, fatture, polizze e condition report. Registri dove si trova l'opera e ogni spostamento. Tutto riservato, visibile solo al tuo team.
Ogni documento dell'opera al suo posto, filtrabile per tipo e sempre riservato.
I documenti stanno su uno spazio riservato, separato dalle immagini pubbliche: nessun link condivisibile, accesso solo autenticato.
Stato di conservazione datato e firmato, con lo storico di tutti i report precedenti.
Dove è l'opera oggi e dove è stata: sede, piano, stanza, deposito, con data e motivo di ogni spostamento.
Valore assicurato, assicuratore, numero di polizza, provenienza: campi privati per definizione.
Cataloghi, pubblicazioni e mostre collegati all'opera, pronti per il prestito o per la perizia.
Chi gestisce e chi consulta: la scrittura è riservata agli amministratori della collezione, la lettura ai membri.
Numero d'inventario, conteggi, ultime opere aggiunte e azioni rapide sulla dashboard.
Scegli quali opere mostrare e sono online, con immagine, scheda e testo curatoriale. Non serve costruire un sito.
Titolo, artista, anno, tecnica, dimensioni, testo curatoriale e immagine: la scheda che un museo si aspetta di trovare.
Decidi cosa è pubblico con un interruttore. I dati gestionali (ubicazione, valore, assicurazione) non escono mai.
cc-arte.com/collezioni/il-tuo-nome: la pagina della collezione da mettere nel sito aziendale e nel bilancio sociale.
Le opere pubbliche si trovano per titolo, artista e collezione dalla ricerca del sito, in italiano e in inglese.
Su ogni scheda pubblica il pulsante «Richiedi in prestito»: i musei ti scrivono senza doversi registrare.
Ogni museo digitale porta la firma della piattaforma: la tua collezione fa parte di una rete, non di un sito isolato.
I musei chiedono le opere dalla scheda pubblica. Tu accetti, rifiuti o controproponi, e segui il prestito fino al rientro.
Il museo compila un modulo e conferma via email. Riceve un link personale per seguire la trattativa.
Proposte strutturate, con date, condizioni e note, al posto di catene di email. Ogni proposta resta a verbale.
Richiesto, in valutazione, approvato, condition report di uscita, in transito, in prestito, rientro… fino a chiuso.
Ogni transizione resta scritta con data e autore. Una correzione aggiunge una riga, non cancella la storia.
Museo e collezione ricevono un'email a ogni mossa: nessuno deve ricordarsi di aggiornare l'altro.
Se vuoi, deleghi a noi la trattativa: negoziamo con il museo per tuo conto, la decisione finale resta sempre tua.
Un prestito concordato a voce o via email si registra e si segue con lo stesso iter.
Si cancellano solo pratiche non operative (bozze, rifiutate, annullate); quelle in corso restano tracciate.
Una collezione che nessuno vedeva diventa un museo aperto a tutti, con il nome dell'azienda.
Un impegno culturale che si può mostrare con un link, non solo raccontare.
I prestiti portano le opere in mostra, con il nome della collezione accanto.
Documenti, conservazione e storia in ordine. Il valore della collezione è dimostrabile.
Registri l'azienda e inviti i colleghi. La collezione ha subito il suo spazio privato e il suo indirizzo pubblico.
Ti affianchiamo nelle prime schede. Puoi partire da dieci opere e crescere con calma.
Quando sei pronto rendi pubbliche le opere che vuoi. Da lì i musei possono chiederle.
Richiedi l'accesso: creiamo la tua collezione e cataloghiamo insieme le prime opere.